• A cura di Andrea Danneo - Gifra Monza -

La formazione che non ti aspetti


Avete presente quelle formazioni noiose, per cui pregate Dio solo per arrivare svegli alla fine? Ecco, scordatevele. Al campo di formazione regionale della Gifra Lombardia, presso il convento dei Frati Minori del Monte Mesma (Ameno), la formazione è stata di tutt’altra musica: tre testimonianze che – partendo dall’enciclica Laudato si di Papa Francesco – approfondivano una riflessione sulla presenza del carisma francescano nell’ ambito dei rapporti internazionali, del rispetto dell’ambiente, dell’economia.

Il carisma francescano in azione –

D’accordo, basta paroloni difficili, andiamo al sodo. Cosa mi sono portato a casa da questi incontri? Penso che ascoltare gli interventi sia stato un dono importante, perché in ogni testimonianza si è parlato del carisma francescano in azione nella realtà di tutti i giorni, piccola e grande: dal ruolo consultivo all’interno delle Nazioni Unite del Franciscans International, organizzazione non governativa, alla riflessione sul sistema su cui si gioca la partita per l’ambiente, fino alla condivisione di una esperienza di vita in un condominio solidale.

Tu puoi fare la differenza – A leggerli così, sembra che si sia trattato di una conferenza universitaria, o di un convegno fin troppo autoreferenziale. Nulla di tutto ciò. Passando da una testimonianza all’altra, un pensiero martellante si è insinuato nella mia testa: accidenti, finalmente parliamo di carisma francescano, tenendo i piedi per terra. Quali risposte daremmo se portassimo i principi dello stile di San Francesco nella nostra vita di tutti i giorni? Ebbene, la risposta che ho avuto è stata che ognuno di noi nel proprio piccolo può fare la differenza, come parte di un disegno più grande, che però parte da noi, dai nostri rapporti con i fratelli, che possono portarci a far nascere qualcosa di semplice, ma straordinario allo stesso tempo e – soprattutto – impensabile visto da fuori. Per fare un esempio, durante gli incontri ho sentito parlare di condivisione di una cassa con degli estranei, di contributi nell’indagine sul caporalato nel Meridione insieme all’ Onu, di come un cliente possa far cambiare la politica di un colosso nel settore dell’energia.

Un’esperienza per nulla scontata – Quando pensi alla formazione in fraternità

– soprattutto se sei un gifrino di medio, o lungo corso – sai già cosa aspettarti: un’esperienza arricchente, un momento di condivisione di forte spiritualità ed emotività, di sicuro qualcosa da portarti a casa.

Non c’è nulla di male nel vederla in questo modo, non bisogna vergognarsi, ma interrogarsi sì. È quello che ho fatto io: 27 anni, da poco più di 4 anni nella Fraternità di Monza, per lo più vissuti a servizio dei miei fratelli prima come consigliere e poi in veste di vicepresidente locale. Insomma, fino adesso il mio cammino è stato più che ricco, quindi il rischio di assaporare un retrogusto di già visto c’era. Sono contento nel dire che non è stato il caso di questo ritiro. Anzi, è stata una nuova occasione per scoprirmi stupito di come possano delinearsi riflessioni su argomenti magari già affrontati in passato nel mio quotidiano.

Essere parte di un grande intreccio – Questo perché il Signore ci dà sempre una Grazia proporzionata al peso delle responsabilità che abbiamo di fronte. È questo il Suo Dono. Un regalo importante che non bisogna cercare nelle grandi svolte della vita, ma nelle piccole cose che stanno attorno a noi, cambiando sguardo. Partendo da questa consapevolezza, quello che ho potuto vedere del mio cammino in GiFra è che esso sia una piccola parte di un grande intreccio dinamico di punti di vista, di idee, che talvolta prendono la forma di una piantina, di cui prendersi cura con pazienza e fiducia, insieme all’aiuto dei fratelli, seguendo l’insegnamento di un certo araldo del Signore di nostra conoscenza.


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