June 13, 2019

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Commento al Vangelo di Giovanni 13, 31

 

Gloria ed amore: sono le parole che ricorrono diverse volte nel Vangelo di questa quinta domenica di Pasqua.

Intorno a noi, spesso si parla di gloria: essa consisterebbe nel successo, nel consenso e nell’applauso.

 

Fermiamoci invece sulla pagina evangelica, tratta dai “discorsi di addio”. Gesù ha lavato i piedi dei suoi discepoli, anche di Giuda, che esce dal cenacolo per tradirlo. Proprio in questo momento, Gesù afferma che inizia la sua glorificazione ed insieme la glorificazione di Dio.

 

È questa una concezione diversa di gloria rispetto alla nostra; per noi il tradimento, la croce, sono una sconfitta. Il Vangelo di Giovanni ci dice invece che rappresentano un evento di gloria, perché sono la manifestazione dell’amore di Gesù, che ama fino alla fine, ossia totalmente, fedelmente.

La “gloria” in ebraico indica il “peso” di una cosa, il suo valore, la sua sostanza. La gloria di Dio, ciò che da “consistenza” al suo essere e lo manifesta, è il suo amare, in modo gratuito ed immeritato, anche chi lo tradisce.

 

Ed in questa “gloria”, Gesù esprime le sue ultime volontà e consegna il nuovo comandamento: “Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi”.

Se nell’Antico testamento ascoltiamo: “Amerai il prossimo come te stesso”, con Gesù cambia il parametro di riferimento. Il criterio dell’amore non siamo noi, ma è Lui. Si tratta di amare l’altro, non come amiamo noi stessi, ma come Gesù ci ama, come lo ama Gesù, cioè accogliendolo così com’è, perdonandolo, prendendosi fedelmente cura di lui.

Questo modo di amare, glorifica la nostra vita, ossia le dona un “peso”, significatività, consistenza. Il valore della nostra vita, sta in questo essere amati da Dio, e nella capacità di amare come Egli ci ama.

 

È questo l’annuncio che il Papa ha voluto ricordare anche ai giovani: «Giovani amati dal Signore, quanto valete voi se siete stati redenti dal sangue prezioso di Cristo! Cari giovani, voi non avete prezzo! Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati salvare sempre nuovamente. Contempla il suo sangue versato con tanto affetto e lasciati purificare da esso. Così potrai rinascere sempre di nuovo» (Christus vivit 122.123).

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