June 13, 2019

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Mi chiamo Paola Maggioni e ad ottobre 2018 ho pubblicato un manuale edito da Libreria Universitaria dal titolo “Disturbi specifici di apprendimento in famiglia: esperienze e strategie per i genitori”.

 

Da settembre 2015 faccio parte della Gioventù francescana di Monza e nel marzo 2017 sono stata nominata presidente della mia fraternità.

 

A partire dai 17 anni ho iniziato a conoscere il “mondo” dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e delle difficoltà che le famiglie e i ragazzi incontrano ogni giorno nelle proprie scuole. Le incomprensioni e le fatiche diventavano, giorno dopo giorno, dei macigni sempre più pesanti da sopportare e, troppe volte, ho assistito alla desolazione di bambini e adolescenti che non si sentivano capiti nelle loro difficoltà.

 

In questi 12 anni molto è stato fatto dalle associazioni come l’AID (Associazione Italiana Dislessia) che hanno cercato di divulgare informazioni scientifiche relativamente a questa problematica. In tutti questi anni, per una motivazione o per l’altra, la mia vita è stata legata ai ragazzi con DSA. Inizialmente ho scelto di utilizzare parte del mio tempo libero per aiutare questi studenti poi, dai 22 anni invece, ho iniziato a lavorare come docente di italiano in un Centro di Formazione Professionale. Ancora oggi la maggior parte dei ragazzi che fatica a livello scolastico, durante il percorso di orientamento in terza media, viene indirizzato dai docenti (e spesso dalla famiglia) verso una scuola a stampo professionale perché si decide che per loro sarebbe troppo difficile acquisire un diploma di istruzione superiore.

E’ così che spesso incontro dei ragazzi delusi da sé stessi perché convinti di valere poco o nulla.

 

Con il passare degli anni, mi sono resa sempre più accorta che accompagnare i miei studenti al sentirsi soddisfatti di sé stessi era parte della mia vocazione. E questo non con l’obiettivo di rendere loro la vita più semplice alzando le loro valutazioni ma con il fine di incrementare l’autostima dal punto di vista didattico. Tutto ciò cercando di far loro comprendere la propria identità: con i loro limiti e i loro difetti.

 

Ecco da cosa è nato questo piccolo manuale: dalla necessità di aiutare le famiglie e questi ragazzi a non sottovalutarsi come persone. Infatti, partendo da esperienze dirette ho voluto testimoniare loro come, nonostante le fatiche soprattutto legate all’accettazione del disturbo, ogni allievo è unico nel suo genere. Inoltre, con i corretti strumenti compensativi e misure dispensative è possibile, per ciascuno, puntare al raggiungimento dei propri obiettivi.  

 

Mi piacerebbe che questo libro potesse essere letto da tutti coloro che hanno avuto a che fare con un bambino, un adulto, un amico che presenta un Disturbo Specifico di Apprendimento perché, nella sua brevità, potrebbe stimolare la curiosità di approfondire questa tematica ancora poco conosciuta (a partire dalle stesse famiglie).

 

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