June 13, 2019

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Commento al Vangelo di Luca 21,25-28.34-36

 

Perché quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso (v.34)…saltano alla mente tutti “quei giorni” importanti della vita… il diploma, la laurea, il matrimonio, la consacrazione, un lavoro bello, l’occasione di fare un passaggio importante nella vita... Nessuno di questi momenti è arrivato o arriva all'improvviso. Il godimento dei “giorni” importanti è spesso direttamente proporzionale alla sua attesa, alla sua preparazione.

 

Attendere voce del verbo amare diceva spesso don Tonino Bello. L’attesa è l’atteggiamento più bello per godere di ogni cosa della vita, per amarla. Oggi capita di morire per la paura e di morire anche per l’attesa (v. 26); perché attendere ormai è fuori moda, la nostra vita è scandita dal tutto e subito, per cui mi sento morire quando devo aspettare! Non riusciamo più con pazienza a rispettare i tempi che sono necessari t

 

ra il riconoscimento di un desiderio o di un bisogno e la sua realizzazione, con il rischio che non riusciamo più a distinguere le cose importanti, essenziali, eterne da quelle frivole, passeggere, secondarie. L’attesa ci permette di acuire la nostra capacità di riconoscere, interpretare e scegliere le cose di valore, quelle che veramente sono per noi e per la nostra felicità.

 

L’avvento, che con questa domenica ha inizio, è per te e per me una vera scuola di attesa…c’è un GIORNO che non dovrà colpirci all'improvviso e questo è il Natale, meta di questo tempo forte. È “quel giorno”, nel quale Gesù si è fatto, si fa e si farà Carne nella storia degli uomini e delle donne di sempre, che dovrai saper attendere e afferrare.

Stai attento/a a te stesso/a, risollevati e alza il capo, prega “a occhi aperti”, affinché tu abbia la forza di accogliere un dono così prezioso: Gesù, l’Emmanuele, il Dio-con-noi, il Dio-per-noi, per te!

 

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