June 13, 2019

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Dal Vangelo di Marco 8,27-35

 

Che cosa pensa la gente di me? Può essere questa una domanda che spesso abita nel nostro cuore, preoccupati dell’immagine da offrire, dei post da pubblicare, dei “like” da ricevere.

 

“La gente chi dice che io sia?”, è la prima domanda che Gesù rivolge a suoi discepoli nel Vangelo di oggi, riscontrando tante opinioni, ma tutte errate e incomplete.

La seconda domanda di Gesù, invece, interpella personalmente i discepoli: per voi io chi sono?

La risposta di Pietro è fondamentale: “Tu sei il Cristo”. Nel cammino dei discepoli dietro a Gesù nel Vangelo di Marco, siamo ad un punto di svolta: per la prima volta una persona afferma che Gesù è il Cristo, il Messia, ma sarà necessario ancora altro cammino per comprendere che la salvezza donata dal figlio di Maria sarà diversa dalle aspettative dei discepoli. Egli sarà il Messia sofferente, che ci invita a seguirlo, per salvare la propria vita, assumendo la logica della croce, ossia la logica dell’amore, del dono. Gesù conosce la sua identità, sa chi è, e non si lascia confondere da opinioni ed aspettative.

 

Questa domanda Gesù la rivolge anche a me: chi sono io per te? Che significato ho nella tua vita?

 

È spontaneo un riferimento a San Francesco, in questa domenica che precede la festa delle Stimmate, che egli ricevette sul Monte de La Verna: nella sua carne si resero visibile i segni della croce, che il Santo di Assisi aveva abbracciato radicalmente nella sua sequela.

I Fioretti ci ricordano che il Poverello, sempre sul monte de La Verna, nella preghiera chiese: «Chi sei tu, o dolcissimo Iddio mio? Che sono io, vilissimo vermine e disutile servo tuo?» (FF 1915). Francesco non solo chiede a Dio chi è Lui, ma anche di potersi conoscere davanti a Lui.

 

Se “perdiamo” la nostra vita seguendo le opinioni della gente, oggi la Buona notizia è questa: conoscendo l’identità di Gesù, la Sua Misericordia, l’Amore del Padre che Egli ci ha rivelato, possiamo scoprire anche chi siamo, ritrovare il senso profondo del nostro esistere, camminare con fiducia per le strade dei nostri autentici desideri. 

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