June 13, 2019

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Elemosina, preghiera, digiuno: tre perle di vita.

 

 Dal vangelo di Matteo 6, 1-6.16-1

 

L’inizio della Quaresima si apre con il Discorso della Montagna(Mt 5.6.7) all’interno del quale troviamo l’invito di Gesù ad intraprendere un cammino di vera conversione che aiuti ciascuno a vivere con atteggiamenti nuovi il rapporto con Dio e con le persone che incontriamo tutti i giorni. Come si arriva ad assumere una nuova vita? Dando il primato a Dio! Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire Dio e la ricchezza (Mt 6, 24) e l’elemosina serve, quindi, a dimostrare con i fatti che il nostro cuore ha un solo Dio, un solo Signore. E come possiamo assaporare il Dio Padre? Attraverso la preghiera! Pregare, tuttavia, è difficile, perché necessita il desiderio, silenzio interiore ed esteriore, una postura ferma, quasi immobile nonché la capacità di chiedere e per chiedereci vuole umiltà ed essa ci viene donata mediante le umiliazioni. Può sembrare, questo, un cammino in cui la dignità umana viene calpestata. Niente di tutto ciò. È il percorso di Gesù Cristo, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò sé stesso, assumendo la condizione di servo (Fil 2, 6-7). Anche il digiuno è una pratica nel quale mostriamo il primato dello spirito accanto a quello della carne. In un contesto in cui è prevalente l’idolo del cibo (programmi televisivi ogni piè sospinto), appare difficilissimo dare attenzione a questa pratica. Ma siamo convinti che se ci facciamo alimentare dal vangelo, riusciremmo a dare prova che l’uomo – come afferma Gesù – vive di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (cfr. Mt 4, 4).

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